giovedì 25 ottobre 2012

NO MONEY NO PARTY

strana usanza sì, proprio una strana usanza. O furba usanza? NO, non sto delirando, non sto farneticando, sto riflettendo (mi capita che devo fare?)!
Riflessione: da quando vivo a Milano, ossia ben 8 anni, sono stata invitata a disparate feste, soprattutto di compleanno, diciamo circa 20 feste di compleanno. L'età del festeggiato o della festeggiata è variata nel tempo, sono partita con le feste dei 30 anni per finire, attualmente, a quelle dei 40 anni (maligni, io sto ancora nel mezzo, anzi no sono più vicina ancora ai 30 che ai 40 - tiè)!
Bene, le location sono state varie, sono stata nelle case dei festeggiati, sono stata nei bar, nei ristoranti, nei locali, nei nightclub, nei privè, in pizzeria, nel pub, persino una volta sono stata ad una festa in un cinema multisala. Anche gli orari sono stati diversi, a pranzo, a cena, prima di cena, dopo cena, per un ape (aperitivo in gergo), notte e così via.
La mia mamma (saggia donna) mi ha insegnato, che è buon costume portare un dono, un presente, un cadeau alla persona che festeggia e che è importante vestirsi bene e essere gentili e socievoli ad una festa. E su questo sono d'accordissimo e mi sembra anche quasi logico. Tuttavia, quello che non sapevo prima di vivere a Milano e che mia mamma si è dimenticata "forse" di dirmi, è che poteva capitare che alle feste di compleanno potevi o dovevi essere tu a pagare il conto. Non di tutti eh, ci mancherebbe, la tua parte, la tua cena, il tuo cocktail, il tuo biglietto per il cinema. Questo l'ho appreso una volta qui, in territorio lombardo, facendo una delle mie solite figure di merda (poi mi chiedo perchè non sono ancora ben inserita, e ti credo non me ne risparmio una). La mia prima festa di compleanno "a pagamento", l'ho ribattezzata così, è stata un pò di tempo fa. Una ragazza che conoscevo mi manda un messaggio del tipo: ciao, sei invitata alla mia festa di compleanno, il giorno pinco pallo, nel ristorante/discoteca tizio e sempronio, per una cena, alle ore 20.30.
Allora, a casa mia un invito così significa che mi stai invitando ad un compleanno, il tuo in questo specifico caso, in un ristorante, per ora di cena. ok? siete d'accordo? No ditemelo se sbaglio, magari so tonta io! Bene, sono stata tre giorni a scegliere cosa mettere, cambiando più volte idea e provando diverse acconciature (avevo l'ansia da prestazione, era la stessa ragazza che sentendomi lamentare del mio kilo in più, invece che dirmi, come avrebbero fatto le mie care amiche di giù, "ma vaaaa che stai benissimo"; mi aveva risposto con le testuali parole: mmmm sì, ti ci vorrebbero un pò di addominali e qualche esercizio per le gambe! Peccato che non possa usare le faccine nel blog, altrimenti la mia sarebbe quella rosso fuoco di rabbia. Ma baffanculo va!!!).
Vado alla festa tutta bella agghindata, con giacca e pantaloni di vigogna e non vado a sbagliare giorno....ah no, questa è la pubblicità del mon cherì ahahah (uh se sono scema); dicevo vado alla festa tutta apparecchiata, mi siedo, socializzo, sorrido come mi aveva insegnato mamma, consegno il regalo e bevo del buon vino e verso la fine arriva lo shock!!! No, non quello anafilattico, non si tratta di allergia al cibo, ma shock dovuto alla sorpresa di vedere che la festeggiata, sì proprio lei, ci chiedeva 50 euro a testa per la cena, aggiungendo: due bottiglie le pago io! In che senso? Qui c'è il vuoto a rendere? No, invece il senso era che lei offriva le due bocce (le chiamano anche così, so strani) di vino e noi pagavamo ognuno la sua parte. Ma io mi chiedo, ma perchè? cioè io devo venire al tuo compleanno, farti il regalo, socializzare, sorridere, dire che sei bellissima anche se fai cagare e non mi offri nemmeno la cena? Ma non esiste, ma chi ve l'ha trasmessa questa usanza? e meno male che il locale prendeva il bancomat!
Eppure su 20 compleanni 18 sono stati così e io ci vado pure! Per me è un'usanza rozza e approfittatrice e venerdì me ne aspetta un'altra. Io, il compleanno così non lo festeggerò mai! A costo di restare fuori dai giochi, ma se vi invito siete miei ospiti in tutto e per tutto, altrochè.